Dietro il volto di una guerra del ventunesimo secolo

E così mi sono messa le cuffie e ho amato perdermi nella moderna musica persiana pop – love, forse un po’ troppo melodrammatica, ma al momento mi sta addosso come un sari di seta che scende morbido sulla silhouette di una giovane sud asiatica.  Quindi, ho cercato di perdermi totalmente, di schivare quelle orribili notizie di morte che passano dalla tv e paralizzano gli occhi e le menti di generazioni d’esseri umani. Divorata da un’epoca di offensive e di difensive mai nettamente separate, sono lì a costruire la mia propria difensiva, come se stessi mettendo insieme i tronchi di una zattera che mi porterà lontano. Lontano da quest’epoca sorda, che non mi ascolta, che non si ascolta. Ora, che le immagini reali, quelle fatte di sangue e di carne sfracellata che come fuochi d’artificio esplode e cade sulle strade, ora che c’è pazzia, frustrazione e morte che viaggia e supera le frontiere geografiche, quando la gente incolpa il diavolo che è entrato nelle menti dei musulmani, mostri esaltati con una pietra al posto del cuore, e da una pietra non può sgorgare sangue. Ora che mi pare d’essere messa di fronte ad un tribunale giuridico dove ci si aspetta che io prenda una posizione tra le parti, che non posso voler difendere l’umanità e nello stesso tempo salvare l’Islam, stare con quelli lì, i popoli di Allah, ora tutto questo recide la mia vitalità, ma mi fa tanto, tanto arrabbiare. Ora tutto quello che si vede in tv sono i tg o i programmi d’attualità dove si assiste allo scontro diretto tra portavoci di Allah e portavoci di Cristo. E poi ci sono le persone a Roma in corteo con una serie di stricioni con su scritto: ORA BASTA, NIENTE PIU’ IMMIGRATI oppure VIA DALLE NOSTRE CASE. Dopo i fatti di Parigi e di Bruxelles dove si è sputato in faccia all’innocenza e centinaia di persone hanno perso la vita e si è dato un volto al nemico…è collassata anche la nostra umanità. Un solo nemico che compie atrocità nel nome di Allah è stato capace di portare sotto il suo cattivo nome e la sua condanna intere popolazioni e generazioni di buoni credenti. L’islamofobia è alle stelle, è come aria che si respira, fa paura perfino l’immigrato al supermercato che fa la spesa. O quello sul pullman, in metro o quello delle bancarelle, quello che vende le rose o gli ombrelli. Tutto questo fa male a me come a qualcun altro là fuori. In quest’aria mi manca l’entusiasmo, non mi va di parlare agli amici e alle amiche, ai parenti, ai conoscenti. La mia mente funziona così, è un po’ sfortunatamente divergente. E mentre mezzo mondo combatte l’insanità dell’Isis a colpi di islamofobia io sono qui a capire perché mi piaccia così tanto ascoltare questa canzone iraniana.

 

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