La crociata natalizia

Queste giornate sono le meno solide dell’anno. Non appena arriva il Natale mi viene voglia di passare due-tre giorni in una caverna in mezzo all’universo. Uà, ci pensate. Il mondo ai tuoi piedi o il mondo dentro te, te tu lui tu e il mondo. Dentro, ma da lontano. Quello è il Natale migliore essenziatico, concedetemi questo mezzo neologismo. Corposo, fatto di supernove e nebulose. Uà. E concedetemi anche questa fantastica espressione dialettale. Ma, voi mi direte, mica non ti piacerà passare il Natale in famiglia, mangiare piatti tipici, ‘essere più buona’, percepire lo spirito, sorridere? E io vi rispondo: certo. Certo che mi piace. Ceeeeeeeeeeeeerto che mi piaaaaaaaaaaaaaaaaaaace. Ma siccome sono una bastarda ciò non mi soddisfa. Non mi riempie. MI SVUOTA TERRIBILMENTE. I miei occhi vanno apposta sui parati monocolore della stanza pur di non vedere la presunta felicità altrui. Pur di non vedere il patimento postmoderno nell’aria. Pur di non sapere che fuori casa tua c’è dell’altro. E l’altro mi ha sempre fottuto ragà; ma forse nemmeno in termini filiaci, fino ad un certo punto sì, ma poi il bisogno e la sete di vivere ciò che è altro. Di essere nell’altro, di mangiarlo, di possederlo, di sapere che , tanto, non si esaurirà mai.

L’altro nel tempo.

Una mole d’altro.

Anche ai margini.

Tutti a fare compere. Qui a Napoli adorano usare la parola “shopping” perché ti rende stravagante. O forse ‘normale’?

Tutti vi amate. Nella ristretta cerchia dell’usato, vi amate (palpando l’insicurezza nell’aria).

Tutti a fare volontariato. In questi giorni si parla di “fare solidarietà”. E il resto dell’anno come mai andate in letargo? Sparite, ma dove andrete mai? A vivere la vita vostra? A dimenticare il sangue di quel siffatto uomo di nome Gesù.

Perché voi siete stressati, perché voi avete i problemi. Dovete fare il favore al mondo di non scassare le palle con la frasetta paracula ” a Natale siamo tutti più buoni”.  A Natale v’ata accirere.

Vi dovete mettere ‘scuorno.  Dovete rinchiudervi nelle vostre case a ricordarvi Heidegger e al suo essere per la morte.

Poi fumatevi una bella sigaretta, prendetevi il caffè dopo il paccotto alimentare. E dormite. Che domani non sarà più Natale, tanto vale non scomodarsi.

Auguri!

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