Non mi avrete mai

Vedi, ho questo battito prima di scrivere. Indecoroso per i miei gusti, sgraziato. Sofferto.

Vedi, non sopporto ricordare cose ignobili. Mi fanno sentire senza dignità, come se non ce la avessi mai avuta.

Come se fossi nata in mezzo al buio e, per la prima volta, mi ci sento davvero dentro,

Non sopporto l’asfalto ricoperto di sterco

non sopporto gli alberi senza fiori

non sopporto i mattoni interminabili opachi dei palazzi

se ci batto dentro la testa è un sollievo

è l’unico modo di rompermi rompendovi

non sopporto i giochi dei vostri figli

non sopporto le vostre facce dure

non sopporto le vostre facce felici e omertose

non sopporto il vento di droga che entra nella mia stanza

non sopporto vedervi esplodere tra di voi

non sopporto i vostri giochi famelici sporchi orrendi pezzenti

non sopporto la puzza del metallo che brucia delle vostre macchine

non sopporto più le tossine che mi penetrano dentro

non sopporto vedermi morire dinnanzi a voi

non sopporto nascondermi a notte fonda dietro le tende mentre vi sparate

non sopporto dare la buonanotte all’inferno

non sopporto voler morir lontano

e non qui, in una terra pulita

non sopporto scusarvi ogni santo giorno

non sopporto indietreggiare quando ci volete calpestare

non sopporto più vedere le luci accese nelle vostre case

da brave famiglie ammassate

mentre ci fate campare con la munnezza sotto terra

mentre distogliamo la sguardo per non ferirci

per non morire

ma io non voglio morire deteriorata dal vostro potere da quattro spiccioli

pezzenti signori del niente

non voglio morire su quest’asfalto nero

sotto sangue sopra lacrime

mangiamo sui vostri scarti

vi odio

ce l’avete fatta ad avere il mio odio

ora avrete a forza anche la mia denuncia quotidiana

mi avete donato il sapore del terrore quando ero piccola

un’infanzia diversa

innaturale

e io che cercavo risposte

perchè , perchè

non ho mai avuto bambole per più di due giorni

le dimenticavo sugli armadi, nei cassetti

mentre guardavo motorini sfrecciare sotto casa e udivo botti da lontano

mentre  origliavo cosa si diceva in famiglia

la camorra l’ho sempre percepita

non come un dato di fatto

ma come una condizione

un senso d’essere

permeava i muri così come le menti

cosa volete da noi

il terrore

no

non lo avrete mai

non mi avrete mai.

siani

Mi piace ricordarti quando nessuno lo fa.
Mi piace ricordarti. Mi fa rabbia ricordarti.
Giancà non li perdonare, ti prego, non farlo. Sono ladri di sogni.
Non meritano in questa vita. E nemmeno per le mille altre a venire, se mai ci fossero.
Sei grande, ciao.

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