L’immaturità di deridere i sogni altrui

Che cosa mi tiene in vita?

Che coraggio a fare questa scelta. Potevo essere dottore, avvocato, architetto. E guarda un pò cosa ho scelto, un mondo a parte. Che non viene capito anche se mi sforzo di mostrarlo quanto più posso, attraverso i miei occhi, attraverso le parole di grandi autori e autrici, attraverso l’arte, la vita quotidiana. Ma niente. Non voglio che gli piaccia ciò che studio, assolutamente, a dispetto di quanto afferma mia sorella. Che interesse avrei? Voglio che almeno lo accettino, che smettano di disprezzarlo, di deridermi se magari mostro con entusiasmo il mio interesse, perchè è più forte di me, non posso contenerlo dentro. Perchè devo nasconderlo?
Se prendo un tè ad agosto alle 6 di sera sono derisa. E’ perchè lo fanno quelli là, gli indiani. E’ perchè non sto bene, con questo caldo. Quale chiusura mentale più ridicola? Invece la convenzione dice: prenditi un gelato, un aperitivo, un caffè al massimo. Ma perchè? E’ così. Chi lo stabilisce? Chi ne è giudice?Smettetela, per favore.
Dite a me “quando crescerai?”. Cosa c’è da crescere in mezzo alle barriere mentali? Un interesse transculturale fa paura, è deriso, è guardato con occhi curiosi. Perchè tutto questo? Che problema c’è!?

Mi tiene in vita un sogno.
Un sogno che faccio ogni notte, ogni giorno. Un sogno per cui è difficile perseverare, ma non impossibile. Una meta. Un inizio.

Sto scrivendo tutto in un mare di sentimenti di rabbia, rancore, speranz(e).
Scrivere in questi momenti è una delle mie debolezze. E’ una questione di sporcare anche fuori, anche se sporchi su un foglio bianco, su un foglio elettronico.

Sono una persona così normale. E l’unica cosa che ho è questo sogno. Per cui passo ore a decifrare caratteri strambi, a risparmiare uscite, a mangiucchiare unghie.
E’ un sogno di solitudine, ma non per questo incomprensibile. Non dovete capirlo per forza, dovete semplicemente accettare che esista. Ed ogni volta che mi guardate per giocare sulle mie scelte, guardatevi dentro. Anche voi avrete di sicuro un sogno o una speranza che sono poco sentiti, capiti e accettati.

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5 pensieri su “L’immaturità di deridere i sogni altrui

  1. Piccola premessa: tu sei una scemapagliaccia, a prescindere dal fatto che prendi il té alle 6 del pomeriggio di un agosto torrido e bestialmente caldo, o dal fatto che stai azzeccatissima all’india e a tutto ciò che è vagamente correlato all’india. u.u

    Detto ciò: e sti cazzi? Cioè, hanno problemi con quello che piace a te, ok non gli piace, quella è la porta. “It’s my way or the highway” (cit.) Non per questo ti devi sentire diversa o chissà cos’altro.
    Io ho interessi – o meglio ambizioni – molto particolari seppur non così diversi dalle nostre abitudini come le tue. Mi porta a essere un bel po’ più distaccato dei miei coetanei: come te non sono un enorme fan delle uscite del sabato sera “hehe sballiamoci spacchiamociammerda” e così via, semplicemente perché preferisco altre cose. E c’è un mare di gente che fa “oh ma non scendi mai ma che cazzo fai” bla bla bla solo perché magari ad una serata di finte stronzate preferisco – che so – disegnare o riempire una tela o chissà cos’altro. Avranno sempre da ridire, ma io le cose me le faccio scivolare addosso. Anche perché ho scelto un percorso che (spero!) mi porterà lontano (nel senso geografico del termine)…io ho scelto la mia università non per le prospettive di lavoro o per passione ma perchè rispondeva alla domanda “quale lavoro può farmi viaggiare tanto?”, cosa che nel 90% delle persone non esiste proprio, preferendo il lavoro tranquillo vicino a mammà e papà e quant’altro. E nell’attesa di poter andare via sto cercando di bruciare le tappe, cosa che mi spinge a restare spessissimo chiuso sui libri anche più del necessario.

    Sbaglio? Per tante persone si, “cazzo sei giovane ora che ti chiudi a fare sui libri”. Per me no, io mi chiudo nel mio mondo perché sto costruendo per me qualcosa di diverso da tutto quello che vedo intorno.

    Comunque sono andato un po’ per la tangente, il punto voleva essere: ok, si, la gente ha da ridire, hai interessi particolari, una passione non molto comune ad altre persone, specie in una napoli dove già parlare un italiano corretto è un segno di notevole distinzione, figuriamoci studiare l’hindi o il giapponese o il cinese o qualsiasi altra lingua con scrittura diversa dalla nostra. Ma a te piace? Sei felice di studiare e vivere certe cose? Se si, allora continua sulla tua strada e sbattitene di chi pensa che dovresti fare altrimenti. Ci sono “ossessioni” (in senso positivo) che non si possono capire se non le si vive. Io la tua la capisco perché ne ho una tutta mia.🙂

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