Il tempo senza me o io senza di esso

La moralità classica persiste ancora in una modernità di giochi eccentrici. Cari tutti, vogliatemi perdonare, ma la Grecia è stata indomabile con le sue divinità sfarzose, spesso ostili l’un l’altro, spezzavano il frutto della morale nei violenti disaccordi erotici, così sensuali nel mentre,ma dopo, dopo, era una sensualità tutta furiosa, di omicidi e suicidi e turbolente metamorfosi.

Quando la guardi con i tuoi occhi famelici, un pò pagliacci, e giocherelli nella tua mente con l’interrotta filastrocca “me la dai, non me la dai?me la dai, non me la dai?quando me la dai?”bhe, mi viene in mente che, nemmeno Sade si sarebbe ridotto a versi simili. Si riduce tutto alla plastica sessuale dei nostri istinti più colorati, ma poi io vedo solo nero. Tutto nero, e questo monocromatismo lo violerei volentieri con latte materno. La grande madre che tutti noi cerchiamo, il grembo dei nostri segreti che ci fanno vergognare, le bestemmie che per pudore non diciamo, la natura che per dolore non comprendiamo, il tempo che ci imprigiona e poi ci abbandonerà, e chissà se noi lo perdoneremo, ma forse, non ricorderemo più nulla, ci perderemo e-allora- penso, perchè non perdermi prima?

Una mattina ti svegli e baci il cuscino

per toccare il reale in modo dolce

dopo l’incubo che ti ha donato il tuo inconscio;

eppure pensi

cosa mai può centrare una tigre con me?

E giorni dopo pensi che lei tanto bella che è

deve essere l’ostacolo di tutti i tempi

quello che ti poggia le zampe sulla spalla

facendoti sentire al sicuro

quello che ti segue come un’ombra

anche quando vai al cinema con gli amici

quello per cui una sera ti ritrovi a casa

ad ascoltare Hans Zimmer

quello per cui perdi tutto senza accorgertene

ma che perdoni sempre

perchè non puoi altro

e non sai altro

perchè questa fragilità ti attende

fino all’ultima contemplazione del mondo

perchè moriresti

lentamente

come dovresti ma in fondo non puoi sempre come devi

e allora

da dietro le tende aspetti, aspetti, aspetti

e ti vien da ridere, ma cosa aspetti? e soprattutto perchè?

avanti e indietro per la strada

armeggi con uno degli ultimi libri che ti hanno regalato,

Le nozze di Cadmo e Armonia,

e ti siedi sull’asfalto per riflettere

senza pensare che avresti potuto scegliere un prato

ma le cose si colgono al momento.

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