“Non fargli impallidire il volto bruno con l’amarezza di un rifiuto.”

“Serbi soltanto per te la dolcezza

 che trattieni tra i due petali chiusi delle labbra.

 Incontrasti un giovane, stamane,

 e con uno sguardo seminasti nel suo cuore mille speranze.

Chi avrà il privilegio di dissetarsi con il tuo nettare

otterrà l’immortalità degli dei,

 ma ricorda che neppure il più affamato dei postulanti

può accostarsi alla mensa se non è invitato.

Il codice dell’onore ha forse valore

per chi non intende rispettarlo?

 Anche se non si può vivere per un anno

 con il desinare d’un giorno,

va a chiamarlo comunque,

e godi ancora una volta il rapimento del suo abbraccio.

Chi coltiva con cura il suo podere

 per lasciarne poi marcire le messi

 è certamente pazzo.

 Quello che si possiede, va elargito:

non fargli impallidire il volto bruno

con l’amarezza d’un rifiuto.”

-Dai canti su Krishna e Radha di Vidyapati

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