E’ un pomeriggio caldo in meno

In un caldo tardo pomeriggio di metà giugno mi sorprendo ad amare statue greche e il loro bacio perfetto e sublime mentre studio epiche indiane; allontanandomi dal miele nero dell’immaginario asiatico ho varcato le porte dell’oceano occidentale.

Mi sento senza verità in questa casa addobbata di oggetti sciapiti quanto il sapore del sudore che mi bagna le labbra, desiderosa di fenomeni di unione e disunione ultraterreni che mai proverò, intrappolata nei veli opachi di una vita che, quando vuole, ha il potere di ucciderci.

Nell’acqua salata delle mie aspettative, gratto via ricordi troppo chiari che hanno bisogno di sciogliersi

tu pensi sia giusto?

tu puoi pensare

ma le tue grandezze miracolose fanno parte di un punto che nel cielo è fantasma

fantasma che influisce forse sul processo vitale?

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