Ricorderò comunque

Quello che sento è l’impossibile, è morte e rinascita insieme, una miscela così potente che penso la guarigione avvenga soltanto vivendola fino in fondo, tutta.

Sai com’è, quando non trovi più la strada di casa? Un casino, credimi. Ma ti è concessa perderla e non ritrovarla. Hai bisogno di perderti un pò per il mondo, anche se dovessi morire domani.

Lo so, avevi chiesto di non scrivere di te.

Sono ridicola,  criticavo chi non aveva certezze e adesso mi guardo e sono persa, totalmente, nel tepore di qualche nascita, nei lamenti di lutti, nelle risate più scontrose e nelle parole più dolci che possa mai aver sentito.

Sono un macellaio che ricorda di avere qualche pezzo di coscienza un pò ingiallita da qualche parte, soltanto dopo aver macellato le tue speranze su di me. Mi nego, mi nego a chiunque altro, mi nego perchè ora non sono mia, e voglio esserlo, almeno mia, soprattutto mia.

Sono stata vorace nei tuoi confronti e nei confronti di chiunque altro, del mondo intero, continuo ad esserlo.

Ma ho bisogno di gridare più forte, di contorcermi ancora, di sputare polmoniti, bronchiti e sudore.

Saresti stata la persona ideale, sei ideale. Ma forse io non sono fatta per l’ideale, sono fatta per il marcio,  di contaminazioni. Orrendo, lo so.

Non so con quale forma di coraggio potrei chiederti ancora scusa, di lasciarti imprecare contro di me, aiutami anche tu. Lo so, è una richiesta assurda, sono tremenda.

Hai donato a me qualcosa che non dovevi concedermi, perchè io non ho ancora doni.

Vorrei sparire da questo involucro terrestre per tutto questo che mi accade, e per come ti abbia coinvolto.

Che orrore questa consapevolezza unta di miserabili percezioni che tu ancora non conosci.

Mi sto schiantando contro mostri che non riesco a combattere, contro il buio dentro me stessa, e contro il desiderio di rendermi molteplice, disintegrarmi, polverizzarmi nell’aria, ovunque.

Mi chiederai di tacere, ma non ci riesco. Lasciami vergognare, lasciami vergognare, per favore.

Credo che nessun perdono potrai concedermi, allora dimentica quest’assurda esperienza con me, come vuoi, in qualunque modo vuoi, fallo, purchè ti sia utile.

Soffro con te, con tutti. Ma soffro anche di me, e per me.

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