La trasmigrazione degli eventi

E’ così che si inzia. Con le cose più banali, più sincere, forse. Quando proviamo ad iniziare qualcosa, qualunque cosa in questo mondo sfuggente,  la fine non prova mai a sfiorarci, a deturpare il volto della genesi. E’ così che si inzia, con poche domande e con risposte iperreali, che ascoltano la coscienza scorrere giù per i nostri desideri poco assopiti.  Durante le giornate il tuo “inizio” è sempre così fresco, giovane. E’ nel vorticoso caldo, nel momento del “sudigiri, è nel trasporto emozionale, nel sorriso timido o nella più selvaggia risata. Ogni volta è bello cadere, per iniziare, per lo straordinario gesto di iniziare tutto, da capo, o semplicemente, per la prima volta. Il principio ha una bellezza penitente, fatta di sospiri, di gemiti, e poi di gioie violente, di piaceri testardi, vividi, come il freddo che in questo momento si posa pesantemene sulla mia pelle olivastra. Sicuramente tutto è più pieno del caldo artificiale  e vuoto che mi sta recando una stufa elettrica, meno calda di un altro corpo, meno calda di un altro cuore, meno calda del sudore, meno calda dell’afa bollente, meno calda dell’amore, meno calda del nostro sole,nonostante lontano. Tutta questa artificiosità è grezza, seppur la società la faccia apparire fine e sublime. Il vero, fatto di miracolosi inizi e decadenti fini, sfonda teneramente i limiti.

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