A te, dolore.

Caro dolore,

finalmente mi sono decisa a parlarti.Non perchè tu possa cambiare la mia situazione e quella mondiale, cosa puoi fare tu? Nulla, tu sei solo un effetto, “chimicamente” parlando, oppure, per metterla più sul piano dell’etereo, tu sei figlio naturale della vita. Vorrei strapparti via da me e, vorrei che tutte le mie angoscie terminassero, ma chi non lo desidera qui? E sono certa che, adesso, sto parlando al nulla, anzi, credo più a me.

E’ passato del tempo, forse non molto, ma un pò ne è passato quando ti ho provato immensamente. Quella sera, che definisco ancora maledetta, mi piaceva pensare che fossi al caldo, nella protezione di un essere umano che, ora,  non è più legato a me. Mi bastò sentire la noia fluire vorticosa dalle sue parole, o ancora prima, dalla sua eiaculazione fredda e precoce. Potevo evitare il sudore al mio corpo.Potevo negargli la mia spalle, le sue lacrime, prima delle mie. Quella strada percorsa velocemente al buio non la dimentico, faceva così freddo e, tu, dolore, mi accompagnavi stretto. Quando arrivai alla metrapolitana, cercai di acquistare un aspetto lucido, ma fallì totalmente. Un ragazzo, credo un militare, mi guardò sbigotitto, fingendo indifferenza. Piansi con tutta la mia forza, vergognandomi anche di amarlo. Piansi per me, e per tutte le anime che si abbandonano costantemente nel mondo, per tutti i corpi che prima si cercano, poi si ripudiano. Piansi nello sfacelo delle mie aspettative, delle menzogne e dei bisogni. Piansi per il futuro, a quanto avrei dimenticato man mano, quanto era già scomparso, avendo paura di un nuovo inizio, o semplicemente, del continuum.

Vedi, dolore, troppe persone vogliono cancellarti, sia che tu appartenga al passato, sia che tu appartenga al presente, e nel futuro non ti ci vogliono proprio. Come dargli torto. Io, invece, ti do la buonanotte ogni sera. Mi piace vederti stanco, fragile, amico. Mi piace vederti allo specchio, sincero, trasparente. Mi piace che tu lasci il posto alla compassione, che tu poi, sappia metterti da parte quando è giusto. Pur non scomparendo. Mi piace che, quando leggo un libro, tu sia presente su ogni pagina. Mi piace quando tu sei onesto, piccolo, vero. Ogni giorno ti vedo sul volto di mia madre, ti vedo solcare ogni sua ruga. Ti vedo nel silenzio di chi mi sta intorno, di chi, spesso, mi dice no. Ti vedo negli occhi di un’amica, quando mi confessa che ha dei problemi a casa. O quando una sorella, o fratello si chiudono per troppo tempo in se stessi. Ti percepisco nello sconforto di un amico, quando, troppo deluso, preferisce essere lui quello che ferisce. Ti vedo nel mondo, nel cuore di una guerra, nella lotta per la sopravvivenza, nella distruzione di chi una casa non ce l’ha più. Tu ci sei sempre, e…fai male. Ma in ogni sempre, noi possiamo accoglierti, liberandoci.

Liberandoci.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...