Che ffffffff.

Era una lunga notte di stelle che guidavano il sonno antico della dolce fanciulla.

No, dietrofront.

Era il fango,  una strana voglia di turpitudine nel pensiero, fosco, una voglia sfrenata di sbattere la testa contro la merda di un vetro contemporaneamente a…chi.

Era il principio di ogni bastarda invidia, che nel pensier rinnova la paura,  e la grassa fanciulla s’ingrassa come al pollaio per essere sgozzata, ma lei non lo sa,

ma lei non lo sa,

che morirà.

Le lancette di un orologio nel buio segnavano  ZERO

ZERO ANIME

ZERO PAROLE DA SPUTARE

ZERO ARTE DA CONTEMPLARE.

Allo specchio, la gorda fanciulla, corre per mirarsi e con indecente brutalità schiatta quel brufolo avariato che abita sulla sua fronte. Schiatta e sputa, Schiatta e sputa. Impreca, morde le labbra, poi si graffia il seno e con gli occhi neri butta giu il pesante amianto

del suo pianto.

Piange, piange, piange

aaaaaaaaaancora, no, no, non vuole

ma è una belva che trema di paura

è un’assassina suicida

strattona fucila impiega mille armi per abbattere un foglio che gli è caduto dalla borsa di scuola , è piccolo

piccolo, piccolo , piccolo , piccolo in mille piccolissimi infinitesimali pezzettini brucianti di ZERO. NON C’è PIÙ, ZERO.

Lasciatela per favore, è l’ennesima volta che va in bagno a pisciare areeeeeeeeee areeeee e non immaginate il liquido “are” che può uscire dalla fessura vagin-are. Impastatichhioticchiopulzella dai mille pus stellari.

Che vuole lei, che vuole? E…alla finestra continua a volere. volere.volere. buttare. buttarsi in un cassonetto- come un cassonetto nell’angolo putrido della periferia di merda, di nessuno, di infezioni.

Pauca

Pauca come il ffffffffff

il ffffffffffffffffffff

frrrrrruscìo

del motore riproduttore genitalis mente.

Pauca,

Pauca

stronza bastarda merda che che che che che che che che che che che che che che

dorme

fugge

e desidera spaccarsi come ceramica invetriata

desidera fumarsi come droga leggera/mortale

desidera proiettarsi nello specchio svetrato

desidera

no

basta

basta

ancora una volta,

ma basta.

 

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