La vita è un immenso egoistico doloroso rigetto

Incredibile cosa l’uomo possa espellere per la volontà di sopravvivere. Secerne liquidi, sperma o muco vaginale, saliva, un pesante sudore afoso, amore, odio, vomito intellettuale e vomito post indigestione.  Indigestione chimica e, chissà, indigestione d’amore, di parole imposte, di società ipocrita.

Piscia.

Defeca.

Suona, uh, quanto suona! Urla per notti intere e poi a lavoro sta zitto. E poi a scuola non s’oppone, ma starnutisce qua e là, durante la pausa.

Piscia e l’urina è sempre più nauseabonda. Per sopravvivere.

Si sputa per non morire.

E poi si canta e i lamenti sono sorde esplosione  nel punto, del punto, del punto dell’universo-baratro.

Pover’uomo costretto al coito interrotto. A quell’insoddisfazione e alla morte implosiva dei suoi bisogni.

La donna arriva ad espellere un umano.

I nostri liquidi familiari sono una decadenza ed una vita.

Liquidi per non essere pestati, per non soffocare, per non morire.

L’umano espelle di tutto,

ad un certo punto

anche se stesso.

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