IPOCONDRIA

IPOCONDRIA

 

Fuoco Fuoco Fuoco Fuoco Fuoco Fuoco Fuoco Fuoco Fuoco

Mi avresti mai…?

Saresti mai…?

Dolore SINE MATERIA.

Deliro SINE MATERIA.

Sussurra piccola, sussurra madre, sussurra alle fate del tuo morbo di onnipotenza sul foglio, che mai sarà tuo, sul fango,che mai sarà tuo, sul tuo stesso sogno, che mai sarà del tutto tuo.  Le manie di persecuzione , le case incendiate, i porti ammassati con l’acqua sporca  sui tetti delle case, il mio viso sfigurato dalla pena inflitta all’arte, alla melancolia moderna su quest’agglomerato fantascientifico, forse iperrealista. Stop, che mi manca. Le palle dense, quelle di nero come l’amore quando diventa cenere in un’urna che si conserva per sempre, magari su di un armadio metafisico che solo un cadavere può rianimare.  Respiro velocemente, che poi muoio, respiro di big bang nei polmoni assonnati, affetta da psicosi cronica di manie di grandezza, perchè l’essere è così un antico segreto? Perchè per amare devo farlo in segreto? Perchè il sole sorge in segreto? Perchè la notte è un intero segreto?

Segreti nocivi.

Un ospedale marcio, una suite, un campo di concentramento. Campi di esistenza.

 

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