Mi hanno pagato il lavoro.

Ieri ero nela bagno della scuola. Ho visto due ragazze fumarsi. Ridevano della loro ultima nottata in disco.

Qualcuna ha detto che l’ha data a ben tre di loro.

Stanotte ho sognato foglie verdi. Erano così morte, nonostante la loro giovinezza. Ho ricordato la scena in bagno. Tutte foglie giovani ma già morte.

Stamattina mi manca. Mi manca una fottuta speranza. Quelle ragazze avevano gli occhi lucidi,

occhiaie  che raccontavano una precoce vecchiaia.

Avevano stuzzicadenti al posto delle braccia

e il loro seno era strano. Quasi lacerato.

Ma loro ridevano

e nelle loro bocche ho visto denti marci di fumo

mortale.

Una ragazza bionda

dal rossetto rosso

che macchiava un dente spaccato

contava soldi.

Puzzavano di piscio, di droga.

Aggiustandosi il trucco impastato sulle ciglia

in uno specchio incollato sul diario

ha detto che quei soldi se li era sudati.

Ha passato due notti a fare pompini

anche ad un anziano che si vede sempre in Tv.

Lui l’ha pagata di piu.  Non si ricorda come si chiama, in fondo non è importante.

Ha detto che fa politica, e si aspettava qualcosa degna del suo nome.

E lei ci ha dato dentro.

Con quei soldi si comprerà un nuovo cellulare. Ormai il suo è vecchio.

E poi dovrà pagare la clinica , dove si sente lezzo d’ospedale senza storia.

Lì c’è sua madre. Ci sta da un bel pò, è andata fuori di testa quella stronza.

Aveva promesso di cambiare le cose, di pensare lei a tutto.

Adesso sta col culo nel letto e guarda come una morta il soffitto.

Ha dimenticato tutto.   Stronza di una madre. Fottuta! Come lei, come tutte! Fottuta!

 

Inizia a piangere. Non sta dormendo piu. Inoltre si mette pure la scuola, suo padre la obbliga ad andarci.

”  Vogliono fare gli intellettuali, sporchi bastardi. Mi vogliono uccidere con ogni loro legge,

con tutto quest’ordine superficiale.

Con le parole di un libro che non servono a niente. Fanno schifo!

Non le posso soffrire. Che ne sanno questi odiosi paraculi della mia vita? Della realtà vera,

di quel vicolo pieno di case, buio, dove i profumi non riescono a coprire il fetore

del sesso. sesso. sesso. sesso.

La ragazza esce, sbatte la porta del cesso.

Le altre due iniziano a calunniarla.

La chiamano fallita, una scucchiacazzi senza palle.

 

Io, mi sono fatta male al polso mentre giocavo a pallavolo.

Finalmente ho giocato. Ho sempre odiato le regole nei giochi.

Infatti mi hanno assalito quando ho cercato di giocare come cazzo mi pare.                 Regole senza vita.

Mi sciaquo le mani. Ormai l’acqua scende dal rubinetto da due ore.

Ho fatto finta di non ascoltare.

 

Corro in classe, sicuramente avrò una nota in condotta.

Ultimo anno.                                                        Io che cerco di trovare un’identità, qualcuna la perde.

Mi sento stupida.

Entro nell’aula, dico che mi fa male la pancia. La diarrea.. Non è colpa mia.

C’è la professoressa di religione.

Sta parlando della pena di morte nel mondo.

 

Io ripenso alla scena in bagno.

Suona l’ora. Le lezioni sono terminate per oggi. Resto in classe ancora un pò.

La stessa ragazza di prima entra il classe.

Mi chiede se ho da accendere.

 

Le dico che ho perso l’accendino.

 

Cazzo, io non ho mai fumato.

 

Si siede, mi guarda.   Mi chiama demente.

 

Poi mi lascia, e io corro a casa a pranzo.

C’è il mio fidanzato alla metro, mi sta aspettando da ore.

Gli dico che l’amo.

Un pensiero su “Mi hanno pagato il lavoro.

  1. Ciao, sono Marco.
    Non ci conosciamo, sono un ragazzo della periferia di Napoli.. Il mio paese si chiama Giugliano.. Vado a scuola a Napoli.. Amo scrivere e leggere..
    Ho scritto su Google “pagato per il lavoro”, cercavo una legge del ’98 sul diritto di sciopero.. e sei uscita tu.
    Sono rimasto folgorato. Scrivi in maniera… divina.
    Naturalismo Francese? Verismo Siciliano? Apollinaire?
    I tuoi scritti sono belli.. Ma questo è un capolavoro.
    Ora penserai che sono pazzo, che non ti conosco e ti dico queste cose… Credici pure… Ma… sei una donna speciale.
    Leggo che sei fidanzata.. Peccato.. Sarei venuto in capo al mondo per incontrarti.. Anche solo per un caffè.. Anche solo per uno scambio di idee..
    MI sono innamorato. Ti prego, non fraintendermi, ma il tuo scritto mi ha… emozionato..
    Forse i nostri destini non si incontreranno mai, forse domani mattina saremo mano nella mano nell’andare a scuola tua.. Chissà..
    Forse ho sempre avuto il tuo numero, ma l’hai cambiato ed ora siamo lontani…
    Ma, credimi, sei speciale..
    E spero tu abbia chi se ne accorga, in un mondo talmente superficiale.
    Un abbraccio sincero,
    tuo Marco.

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