La principessa sul pisello


 E fu intimità. La lama del suo sguardo mi tentava ogni notte, nel rfilesso dei piaceri.
Non c’era bisogno che mi asciugassi
l’acqua dei suoi occhi mi bagnava
e tutto era di scaglie
di dolci sapori.
Una maga un pò bugiarda smette di incantare un popolo di pescatori,
in un porto di anime feconde d’amor e di solitudine,
solo sabbia tra le dita dei piedi,
passione carezzata da mani forzute
e lontane leggende.
Una principessa sul pisello che smette di lamentarsi
e giacere in squame furtive
calde
con un’avidtà fervente.
Se vuoi pensare al mondo ci sono le barche lì..
Se hai bisogno di guardarti dentro ti conviene guardare l’orizzonte
per sentirti piu solo, dietro l’amore…

Qualche risata grassa perfora l’aria e arriva fino in casa.
Risate dei vicini, quelle che non smettono mai.
Poi un viso graffiato dal sole,
avvolto dal chiarore di un monitor,
quello d’ultima generazione.
Il mento appoggiato sulla mano sinistra,
un aria rapita
che filtra parole dal miele.
Scrive, scrive, scrive
e avrò sempre limiti per capire.
Potrò amare, odiare
ferire.
Ma saro lì, nel suo immenso
piu profondo e scuro del mio,
ai piedi di un’anima che mangia siero di poesia.

Tutti quei disegni,
quei colori
quelle storie un pò snodate.
Un pò maltrattate.
Teste a terra,
grano e pelle,
vento fuggiasco che mi si staglia sulla bocca
screpolata
presa dalla sua
melancolie, melancolie….

Dolce, dolce è
dolce catena
di te.

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