Quel Martedì 16 Marzo 2010

Spagna. Quarto giorno. Penserò che sia il piu demente della mia vita, ma non è cosi.
Sensi di colpa, vomito, chissà febbrile.
Rabbia che si ritorce contro se stessi.
Mia madre a Napoli che cerca di strapparmi dal telefono per vedermi. Per farmi vomitare l’anima.
Una voglia inarrestabile di scuoiarmi la pelle e privarmi degli organi vitali mi seduce la mente.
Penso: non sono a casa. Al diavolo quell’illuminista, di cui non mi preoccupo nemmeno di ricordarne il nome,
che disse "l’uomo è cittadino del mondo".
Uguale a tutti, nel minimo bisogno, pensiero e desiderio.
Pulsazioni rapide del polso. Visioni di melma di sangue e orgnani che puzzano.
Eliana continua a dire "capita nella vita… adesso è capitato a te, domani capiterà a me ".
Spera qualcosa, di cui io non ne so nulla.
Sono l’ assassina delle sue speranze adesso.

Un pensiero su “Quel Martedì 16 Marzo 2010

  1. Lo hai scritto….ricordi indelebili..sai che non lo sei…lo sai.Vorrei tornare indietro nel tempo.Ti voglio bene.Ti voglio bene davvero.

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